Set 20

Il valore di quelle vite

C’è, tra i Casalesi, una banda di latitanti. Non più di sei o sette. In armi e cocainomani persi. C’è un boss (Francesco Bidognetti) che, in galera, potrebbe presto saltare il fosso e "cantare". "Pentito". Le sue incertezze gli fanno cadere la corona dal capo. Il territorio appare libero da ogni influenza (il boss l’ha perduta con i suoi tentennamenti) e i latitanti vogliono prenderselo per loro fin negli angoli, spremerlo fino all’ultimo euro.
Dalla primavera, gli assassini vanno in giro sparando e ammazzando e distruggendo per far sapere chi comanda, ora. In quattro mesi, hanno ucciso il padre di un "pentito"; ammazzato un imprenditore che si era rifiutato di pagare il pizzo (Domenico Noviello) e un altro che si preparava a testimoniare (Michele Orsi); hanno devastato con il fuoco la fabbrica di un terzo restio a piegarsi; hanno mancato per un pelo la nipote della compagna del "pentito" (Anna Carrino). Nelle ultime due settimane, non c’è stato in quell’angolo di Italia, lungo la via Domiziana, tra le province di Napoli e Caserta, una Leggi Tutto »

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Ago 14

Il sequestro di The Pirate Bay - uno dei più popolari siti al mondo per lo scambio di musica, giochi, film pirata - , avvenuto questa settimana, ha caratteri eccezionali e apre rischi inediti per l’internet italiana, secondo gli esperti: "si basa su un’applicazione originale delle norme. Se passa questo principio, è una pistola alla tempia di qualsiasi fornitore di contenuti su Internet, anche Google o siti di notizie, che potrebbero trovarsi oscurati solo in base a un semplice sospetto, prima del processo". Parole di Andrea Monti, avvocato tra i maggiori esperti di diritto d’autore in internet e presidente di Alcei (storica Associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva).
Per capire quale nuovo panorama si apre - e quali rischi - bisogna sapere come è avvenuto il sequestro di The Pirate Bay, motore di ricerca specializzato in file torrent, che permettono di scaricare contenuti di vario tipo, spesso pirata, dai computer di altri utenti. Da lunedì non è raggiungibile dagli utenti italiani. Repubblica.it ha potuto leggere il provvedimento con cui il gip di Bergamo ha chiesto a tutti i provider internet italiani di impedire l’accesso al sito e ha iscritto al registro degli indagati Leggi Tutto »

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Lug 16

Ha scritto Famiglia cristiana” a proposito “dell’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini Rom”: “Stiamo assistendo al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per gli stranieri poveri”; addirittura un ministro (Maroni) “propone il concetto di razza nell’ordinamento giuridico. Perché di questo si tratta. Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella gialla al braccio, in segno di pubblico ludibrio”.

Lo scandalo espresso dalla rivista cristiana è perfettamente giustificato, e interpreta anche i sentimenti di molti che purtroppo sono restati in silenzio. Ma le cose stanno in modo assai più grave di quanto è stato qui rappresentato. Infatti non si tratta di un rigurgito di razzismo nei confronti di una sola “razza”, di una sola etnia. Le misure contro i Rom sono l’annuncio e l’emblema di una nuova cultura razzista, che per la prima volta un governo italiano fa propria, che si rivolge contro tutte le razze e contro tutte le etnie che sono sentite come minacciose e straniere nei confronti delle nostre sicurezze, e di una nostra barcollante identità: “nostra” nel senso di “italiana”, “europea” e, più in generale, “occidentale” ovvero, per chiamarla col suo nome politico, “atlantica”. In questo senso l’impronta presa ai bambini Rom è in realtà la vera impronta di questo governo e della cultura che la nuova destra vorrebbe imporre all’intera società.

Per capire di che cosa si tratti, basta andare a leggere il libro da poco pubblicato, non senza successo di vendite, dal più autorevole ministro dell’attuale governo, Giulio Tremonti. Perché tutto era già scritto, e tutto è scritto di quello che si vuole Leggi Tutto »

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Mag 29

E’ un errore richiamare, a partire dalla crisi dei rifiuti in Campania, un nuovo conflitto tra Berlusconi e la magistratura o, se piace di più, tra la magistratura e Berlusconi. Magari, si trattasse soltanto di questo. L’affare a Napoli è molto più contorto di questa semplificazione lineare. Lo si comprende soltanto se si è consapevoli che il collasso di Napoli non nasce da un accidente occasionale. E’ il frutto marcio di una cattiva politica e di una pessima amministrazione che, del tutto prive di una "cultura del risultato", hanno trasformato la raccolta dei rifiuti e il ciclo industriale del loro smaltimento in un’occasione per distribuire reddito e salario a una società stressata e assegnare profitti a poteri criminali ingordi e a imprese private senza scrupoli.
Con l’evidente utilità - per la politica - di amalgamare un "blocco di potere" corrotto (dal professionista al "pregiudicato") che, in cambio del saccheggio di quelle risorse pubbliche, ha assicurato consenso accettando di vivere in un progressivo, inarrestabile degrado igienico-sanitario.
Ne è nata una spirale diabolica: la cattiva gestione della cosa pubblica ha provocato "l’emergenza". "L’emergenza", altra cattiva gestione. E ancora "emergenza" e ancora cattiva gestione in un gorgo il cui esito è oggi sotto gli occhi di tutti. E tuttavia, anche nella procura di Napoli, è facile incontrare più d’un pubblico ministero disposto ad ammettere che le frasi (intercettate) di Marta Di Gennaro - il braccio destro di Bertolaso agli arresti domiciliari da martedì - sono le parole "sofferte" di un funzionario dello Stato che deve scegliere tra il male e l’orribile per far fronte all’emergenza, pur nella consapevolezza Leggi Tutto »

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Mag 24

No al dilagante razzismo in Italia.

E` agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.

I campi ROM di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia dell’Italia 2008. E` agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi ROM di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

"Mi vergogno di essere italiano e cristiano", fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini. (2002).Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e xenofobia nella società italiana, cavalcata dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra da Cofferati a Dominici….).

Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano. Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza. Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto- sicurezza dove essere clandestino è uguale a Leggi Tutto »

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Mag 16

Con la scusa del popolo…

La caccia ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.
Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E’ questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l’ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti.
Ma siamo sicuri che "il popolo" siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: "Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via"? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della "derattizzazione" e della "pulizia etnica", i politici che in campagna elettorale auspicarono "espulsioni di massa", i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l’incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. "Obiettivo: zero campi rom" (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). "I rom sono la nuova mafia" (contro ogni senso delle proporzioni). "Quei rom ladri di bambini" (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell’inciviltà è compiuto. Perfino l’operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.
Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L’accusa, e l’irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito Leggi Tutto »

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Mar 22

 

22 marzo 2008

Giornata Mondiale dell’acqua

La conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, ha scelto il giorno 22 marzo come data per celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua.

 Da molti anni si va ripetendo che:

-          Un miliardo e duecento milioni di persone, più o meno un quinto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura.

-          2 miliardi e 400 milioni, circa il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.

-          Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.

-          Si stima che l’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo siano all’origine dell’acqua non potabile e impianti igienici inadeguati.

Sono dati conosciuti, ripetuti fino all’ostentazione, ma non bastano a modificare la realtà. Stiamo parlando di un diritto universale inalienabile per la vita: l’acqua
L’abitudine ad avere l’acqua potabile non ci sottrae dalla responsabilità a salvaguardarla e ad impegnarsi affinché questo bene fondamentale alla vita sia accessibile a tutti nel mondo. Non si tratta di rifare l’elenco delle “buone pratiche” per un uso corretto di questo bene prezioso, occorre avere coscienza che i diritti vanno sempre rivendicati, altrimenti non esistono sicurezza e democrazia.

 Nel caso dell’acqua i diritti devono essere chiari ed espliciti:

-          l’acqua è un bene comune inalienabile

-          l’accesso all’acqua potabile deve essere garantito in tutto il mondo

-          no alla privatizzazione degli impianti e dei servizi legati all’acqua

-          no all’inquinamento e allo spreco dell’acqua

-          si alla valorizzazione dell’acqua potabile del rubinetto: buona, comoda, controllata, poco costosa

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Feb 22

 

Molto spesso  il ritmo frenetico della nostra vita ci impedisce di vedere un’umanità che vive al di là dei nostri schemi quotidiani. Il vedere un "diverso da noi" può farci sorgere un senso di fastidio, di paura, di  ribrezzo. Qualche volta proviamo un senso di compassione. Ma è raro che ci soffermiamo più di tanto: eppure solo conoscendo profondamente "il diverso"  siamo in grado di accoglierlo nella nostra vita, di donargli la dignità che gli spetta.

Due vecchie canzoni di Paolo Vallesi ci parlano della solitudine infinita e della follia.

(I testi sono riportati in basso)

Tutti quelli che si perdono

Hanno la notte dentro il cuore e alcuni ormai
i visi sporchi da bambini
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